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Stop al dolore con i chiodi di garofano

Proprietà antidolorifiche dei chiodi di garofano

Continua la serie di post sulle erbe toccasana per la bocca e i denti.
Oggi parlerò dei chiodi di garofano e delle sue proprietà analgesiche, in particolare per quanto riguarda i dolori dentari.
Infatti, proprio per le sue caratteristiche antisettiche e antidolorifiche, il chiodo di garofano é uno dei rimedi più usati per i problemi della bocca.

Chiodi di garofano

Si tratta dei fiori di una pianta che non ha nulla a che vedere con i garofani che troviamo nei giardini o sui balconi.
Provengono infatti dall’albero della specie Eugenia caryophyllata, che cresce spontaneamente nell’arcipelago indonesiano, Antille e Madagascar.
I boccioli dei fiori di questa pianta, fatti essiccare al sole, dopo essere stati privati del peduncolo, costituiscono proprio i chiodi di garofano.

Sono molto apprezzati in cucina grazie al loro caratteristico e intenso aroma, vengono utilizzati anche per preparare il vin brulé e altre bevande simili, utili contro le malattie da raffreddamento.

Utilizzo dei chiodi di garofano per la bocca

Le sostanze estratte da questa pianta sono molto utilizzate in prodotti per dentisti,
come colluttori e dentifrici, con l’intento di purificare l’alito.
Esiste anche un prodotto galenico a base di olio di chiodi di garofano, molto usato in passato da noi dentisti (ma ancora qualche volta utile) per medicazioni provvisorie nelle carie dentarie. Grazie alle sue proprietà antisettiche e analgesiche risulta molto utile nel lenire il dolore dentario provocato da carie dentarie profonde. Tale sostanza (eugenolo) costituisce ancora oggi la base di alcuni cementi ad uso odontoiatrico.

Infusione di chiodi di garofano

Si possono usare i chiodi di garofano per la preparazione a casa di infusi e tinture, utili a disinfettare il cavo orale o lenire il dolore dentario.

L’infuso si prepara facendo bollire una tazza d’acqua e aggiungendo due-tre chiodi di garofano. Una volta intiepidito si filtra il tutto e si usa per effettuare degli sciacqui prolungati del cavo orale.
Ha delle proprietà antisettiche e contribuisce ad attenuare l’alitosi.

La tintura si prepara invece immergendo i chiodi di garofano in alcool a 70°(20 gr in circa 100 ml). Si lascia macerare in un barattolo chiuso ermeticamente per circa una settimana, si filtra e si mette il tutto in un contenitore di vetro scuro e ben chiuso.
Questa tintura é molto utile contro il mal di denti e può essere usata come rimedio di emergenza per delle toccature direttamente sul dente interessato.
Può essere anche diluita (qualche goccia in un bicchiere di acqua) per fare sciacqui o gargarismi.

Attenzione: questi rimedi sono utili solo per tamponare la situazione in caso di emergenza, in attesa di recarsi dal dentista per una visita ed un parere specialistico.

attività fisica, salute

Benefici di una camminata

Camminare fa bene

Sappiamo tutti che muoversi fa bene al nostro corpo e al nostro stato di benessere.

In questo articolo prendero’ in esame i benefici di un atto cosi’ semplice e importante come il camminare.

Cosa succede al tuo corpo durante una passeggiata? Analizziamo insieme cosa avviene nel tuo corpo facendo una semplice passeggiata.

Cervello: camminare aumenta il flusso sanguigno al cervello, diminuisce gli ormoni dello stress e facilita il rilascio di endorfine migliorando l’umore, abbassando il rischio di depressione e di declino cognitivo. Camminare ci permette anche di pensare e di trovare a volte soluzioni ad un problema.

Muscoli: camminare su e giù per le colline aumenta l’attivazione dei muscoli dell’anca, del ginocchio e della caviglia; più ripida è la pendenza, maggiore è il vantaggio.

Ossa: come altre attività di carico, camminare può aiutare a mantenere la salute delle ossa.

Peso: camminare almeno 30 minuti al giorno contribuisce a un minor peso corporeo, grasso corporeo e circonferenza della vita.

Glicemia: camminare può aiutare a ridurre la resistenza all’insulina, mantenendo equilibrati i livelli di zucchero nel sangue e uniformi i livelli di energia.

Circolazione: l’aumento della frequenza cardiaca migliora il flusso sanguigno e aiuta il tuo cuore a pompare in modo più efficiente, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.

Digestione: una passeggiata post-pasto può aiutare il cibo a muoversi attraverso il sistema digestivo, riducendo gonfiore e problemi di digestione oltre a facilitare il transito intestinale e le evacuazioni.

Articolazioni: il movimento aumenta la circolazione dei liquidi sinoviali intorno alle articolazioni, fornendo lubrificazione e nutrienti essenziali alla cartilagine, il tessuto che funge da cuscino tra le ossa.

In conclusione: una semplice camminata, se eseguita costantemente e per almeno una trentina di minuti, può’ essere un vero toccasana per la salute del nostro corpo. Dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana, il nostro corpo ci ringrazierà!

alimentazione, salute

La cellulite

La cellulite (pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica) è un fenomeno molto frequente nelle donne. 
E’ da considerare una vera e propria patologia dovuta ad un’alterazione dell’ipoderma, parte del sottocute ricca di cellule adipose.

La cellulite è piu’ frequente nelle donne

Questo tessuto è sempre in attività e il suo metabolismo è influenzato dal bilancio calorico.
Quando il bilancio calorico è negativo scioglie i grassi (lipolisi), quando è positivo diventa un deposito di grassi.

L’attività metabolica dell’ipoderma funziona in modo ottimale quando si ha una buona microcircolazione (venosa e linfatica) in quanto questa può  svolgere meglio l’azione di assorbire i grassi in caso di eccesso o rimetterli in circolo in caso di carenza.

Alla base della cellulite c’è una infiammazione, con progressiva alterazione del microcircolo a livello dell’ipoderma e una conseguente perdita di funzionalità.

Caratteristico è l’andamento per gradi, che possiamo così riassumere:  

  • Edema, con ristagno di liquidi in particolare a livello delle caviglie, polpacci e braccia. La pelle diventa morbida e poco elastica.
  • Fibrosi del tessuto connettivo che ingloba le cellule adipose, le quali non riescono più a svolgere le loro azioni metaboliche. Si formano tanti piccolissimi micronoduli  provocando la cosiddetta “buccia d’arancia” tanto temuta dalle donne.
  • Sclerosi, la situazione estrema, in cui si ha la formazione di noduli dolenti.

Quali possono essere le situazioni che possono interferire negativamente sul microcircolo:
A parte fattori i primari come sesso (nelle donne e’ più frequente rispetto all’uomo), razza (le popolazioni bianche sono più soggette) e familiarità, esistono fattori secondari:

– Sedentarietà 
– Alterazioni ormonali (eccesso di estrogeni)
– Alterazioni vascolari
– Stress e fumo (aggravanti)
– Patologie epatiche
– Scorretta alimentazione (ricca di calorie e sodio)

Come contrastare la cellulite

L’attività fisica è importante per la prevenzione di tutte le patologie.
Nello specifico caso della cellulite la bicicletta o la camminata veloce sono le migliori 
attività in quanto si bruciano tante calorie, migliora la tonicità muscolare nelle gambe (l’aumento della massa muscolare rende le gambe più toniche e sode distendendo la pelle e rendendo meno evidente la cellulite), sono poco traumatiche e danno grandi benefici alla circolazione sanguigna.
Per avere effetti positivi bisognerebbe fare attività fisica almeno 3/4 giorni la settimana per almeno un’ora.

L’alimentazione è importante se si vuole ridurre al minimo i problemi della cellulite.
Il primo motivo è che se si rimane magri e tonici gli inestetismi della cellulite vengono ridotti al minimo.
Come ho già detto è inutile fare diete ipocaloriche, o le diete del momento.
Se si vuole perdere peso per sempre bisogna  rieducare il metabolismo e modificare il comportamento alimentare, in questo modo si avrà un dimagrimento graduale e duraturo con perdita di grassi e mantenimento della massa magra.  
Il secondo motivo e’ che la cellulite è caratterizzata da ritenzione idrica, quindi bisogna cercare di avere un’alimentazione poco salata, povera di sodio.
Ecco alcuni consigli:
. Salare il meno possibile gli alimenti.
. Evitare alimenti conservati sotto sale.
. Limitare formaggi stagionati.
. Limitare gli insaccati.
. Evitare gli snaks salati (patatine , noccioline, ecc.)
. Preferire alimenti ricchi di potassio ( minerale che favorisce la diuresi)

  • Bere molta acqua durante la giornata

Questa e’ una cosa importantissima, per favorire l’eliminazione dei liquidi e delle scorie del nostro metabolismo. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno è utilissimo in genere per il benessere fisico.

alimentazione, salute

Il pomodoro

Vari tipi di pomodori

Il pomodoro è  considerato l’ortaggio principale nella cucina italiana, non c’è orto in cui non viene coltivato.Rappresenta uno degli alimenti più rappresentativi della dieta mediterranea.Il mese migliore per la raccolta del pomodoro è agosto, dove il sole caldo e le scarse precipitazioni lo rendono maturo, profumato e dolce al palato.

In Italia se ne coltivano diversi tipi, i più conosciuti sono :

  • Ciliegino  (insalate)
  • Tondo  (insalate)
  • Grinzoso  (insalata e sughi)
  • Cuore di bue  (insalata)
  • San Marzano  (conserve e passate)

Il pomodoro è un alimento naturale e quindi lo classifichiamo tra i cibi amici della salute.

Proprietà nutrizionali:

Nel pomodoro è presente acqua (94%), carboidrati (3%), proteine (1,2%), fibre (1%), grassi (0,2%).Abbiamo inoltre un buon apporto di vitamine del gruppo A e B, vitamina C, E, K, PP, sostanze antiossidanti, sali minerali (ferro, calcio, selenio, zinco, boro, iodio, magnesio, manganese, potassio). E’ ideale per chi pratica attività sportiva perché, grazie soprattutto alla ricchezza di potassio, previene i crampi muscolari.


Proprietà benefiche

  • Proprietà dimagranti: il pomodoro per 100gr. apporta soltanto 17 kcal. Quindi è ideale per le persone in sovrappeso.
  • Proprietà anti-tumorali e anti-invecchiamento: il pomodoro è ricco di sostanze antiossidanti, in particolare di licopene ( la cottura ne aumenta la biodisponibilità) che come tutti gli antiossidanti combatte i radicali liberi che tendono a danneggiare le cellule. Sempre grazie al licopene  ha un azione protettiva contro le malattie degenerative legate al processo di invecchiamento.
  • Proprietà digestive: le fibre contenute nella buccia favoriscono il buon funzionamento dell’intestino.
  • Proprietà anti-ipertensiva: essendo un ortaggio povero di sale è un ottimo alimento per chi soffre di ipertensione.
  • Proprietà diuretiche: per il suo elevato contenuto di acqua il pomodoro favorisce la diuresi, quindi l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Contoindicazioni Abbiamo visto le straordinarie proprietà benefiche di questo ortaggio, esistono però alcune controindicazioni.Il pomodoro è infatti non é indicato nei pazienti con reflusso gastro-esofageo e per chi soffre di acidità gastrica.Inoltre essendo ricco di istamina, può dare reazioni allergiche.Per il contenuto di proteine allergizzanti può dare problemi di intolleranza.
A parte queste controindicazioni, il pomodoro rappresenta un alimento da includere tra gli amici per la nostra salute.

Coltivazione

Il pomodoro é una pianta perenne che alle nostre latitudini viene coltivata come annuale. 
E’ stata importata in Europa dagli Spagnoli nel XVI secolo, inizialmente come pianta ornamentale, in seguito coltivata per i frutti commestibili.

Pianta di pomodori a grappolo

Il clima di coltivazione ideale é temperato caldo, non tollera bene il freddo ma anche i climi troppo aridi.
Necessita di terreno ricco di sostanza organica.

Preparazione del terreno:

L’ideale é preparare il terreno qualche mese prima, in genere nell’autunno precedente, vangando fino a 30- 40 cm di profondità e concimando con letame o stallatico in pellets e concime fosfo-potassico,come cenere di legno.
Il terreno così preparato va lasciato riposare fino alla primavera per permettere la fermentazione del letame.

Semina e trapianto:
Se si parte dal seme, il periodo migliore é l’arrivo della stagione primaverile. Si può seminare in semenzai o subito in piena terra. Le piantine in genere fanno la loro comparsa nell’arco di 2 settimane. Occorre scegliere le migliori con la procedura di diradamento.
E’ importante tenere sempre umido il terreno, inizialmente con uno spruzzino e in seguito, quando le piantine sono sufficientemente grandi, con un innaffiatore dotato di doccetta.
Quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di 20-25 cm, si possono trapiantare in piena terra, nel numero di 3-4 per metro quadro. In genere vengono posizionate in filari distanti fra loro 80-100 cm, con uno spazio fra una piantina e l’altra di 30-60 cm.
Se si comprano le piante direttamente dal vivaio, vanno interrate con le stesse modalità viste sopra.

Irrigazione:
La pianta di pomodoro va irrigata in abbondanza e regolarmente. In genere bastano 2-3 volte la settimana, innaffiando la mattina presto o la sera tardi, avendo l’accuratezza di non bagnare le foglie, per evitare lo sviluppo di malattie fungine della pianta.

Potatura:
E’ importante effettuarla per ottenere un giusto equilibrio fra la parte vegetante e quella produttiva della pianta. Consiste in:

  • Sfemminellatura, eliminazione dei nuovi getti presenti all’ascella delle foglie
  • Eliminazione dei rami alla base, cioè di quelli più vicini al terreno
  • Cimatura del germoglio apicale (facoltativa), intervenendo oltre il 4°palco di branche.

Tutte queste operazioni hanno lo scopo di ridurre la crescita della parte fogliare della pianta e favorire la produzione di frutti.

Le piante di pomodoro devono essere legate a sostegni, predisposti nel terreno al momento del trapianto. La pianta viene legata a questi elementi mammano che cresce con dei legacci in rafia o di plastica, curandosi di non stringerli mai troppo ai rami.

La maturazione dei pomodori avviene nell’arco di 2 mesi a partire dal trapianto delle piantine. I frutti vanno lasciati maturare sulla pianta e si possono raccogliere in più riprese, quando assumono un bel colore rosso.

Il pomodoro si presta molto bene anche alla coltivazione in vaso, essendo così una delle principali colture di un’orto sul terrazzo di casa.
Vanno usati vasi larghi e profondi almeno 30 cm. Le modalità di coltivazione sono le stesse  viste in precedenza. 
Esistono delle varietà di pomodoro più adatte alla coltivazione nei vasi, come:

  • “Principe Borghese”, varietà semi nana che produce tanti frutti dolcissimi
  • “Pepe” e “Small Fry”, con frutti grossi a grappolo
  • “Big Rio”, che dà frutti a forma di uovo ed é particolarmente adatta a climi umidi.

Insomma, possiamo coltivare pomodori senza troppa fatica a casa nostra, nel giardino o sul terrazzo.. Perché privarci di questo benefico e gustoso ortaggio?

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L’intestino come secondo cervello

Il secondo cervello

Possiamo tranquillamente affermare che ognuno di noi é dotato di due cervelli, dei quali uno é il nostro intestino. Ecco perché si parla di cervello enterico, proprio per l’importanza che l’apparato intestinale ha nel contribuire allo stato di salute dell’organismo.
La salute intestinale é quindi il principale presupposto dello star bene.
Ma vediamo di capire il perché di queste affermazioni, alla luce degli studi più recenti.

Il tratto gastro-intestinale é un organo un po’ dimenticato, eppure:

– é indispensabile per la nostra vita
– é un organo non trapiantabile
– ha una superficie totale di 300 metri quadri
– é sottoposto a continue stimolazioni batteriche
– é il fronte più importante del sistema immunitario

E, nonostante tutto, é l’organo più maltrattato!

Funzioni e fisiologia dell’intestino
La funzione dell’apparato gastro-enterico é quella di permettere la digestione dei cibi che introduciamo con l’alimentazione e di favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive in essi contenute. L’intestino tenue é la parte più importante per quanto riguarda la funzione digestiva, ma anche i tratti intestinali seguenti, come il colon, sono importantissimi per le interazioni che avvengono tra nutrienti e la flora batterica intestinale.

Barriera intestinale

La mucosa intestinale riveste un ruolo importantissimo nell’assorbimento delle sostanze nutritive. Essa é costituita da strati di cellule connesse fra loro come tegole da una specie di “malta impermeabile”. Queste giunzioni cellulari prendono il nome di Tight Junction o Giunzioni Serrate. Quando queste si allargano e diventano più permeabili, a causa di processi infiammatori, lasciano passare anche sostanze potenzialmente nocive le quali, una volta raggiunto il torrente circolatorio, possono creare danni e disturbi in altri organi e quindi in tutto l’organismo. Ci sono degli alimenti, come per esempio il glutine, che possono stimolare la produzione di precursori dell’infiammazione e facilitare la perdita di impermeabilità a livello della mucosa intestinale.

L’ecosistema intestinale

Un organo aggiunto é poi l’ecosistema intestinale: la mucosa intestinale é rivestita da una flora batterica numerosa e variopinta, formando un ecosistema di 100000 miliardi di batteri e di 400 specie diverse in equilibrio fra loro!

Importanza della flora batterica intestinale

E’ facile capire come questo equilibrio possa essere facilmente rotto da una cattiva alimentazione o dall’introduzione di farmaci come gli antibiotici. Quando questo equilibrio viene perso si crea uno stato di disbiosi intestinale, con importanti ripercussioni su tutto il nostro corpo. Moltissime di queste specie batteriche hanno funzioni vitali nella digestione degli alimenti contribuendo a favorire l’assorbimento dei microelementi fondamentali per il nostro organismo. Preservare quindi in buono stato la flora batterica intestinale ed evitare stati infiammatori della mucosa enterica diventa quindi il nostro primario obiettivo.

I due cervelli
La salute di un individuo si basa sull’equilibrio fra il cervello superiore (coscienza) e quello inferiore (peristaltico). I due cervelli dialogano incessantemente fra loro e usano anche gli stessi mediatori chimici. Esiste poi una stretta correlazione mediata dal Nervo Vago, che scende dal sistema nervoso centrale fino all’intestino. I farmaci che agiscono a livello centrale hanno ripercussioni anche a livello del sistema nervoso enterico e viceversa. Un’alimentazione infiammatoria per l’intestino può a sua volta essere responsabile di stati depressivi e di alterazioni umorali proprio per questi stretti collegamenti fra i due cervelli, ma la stessa cosa vale anche al contrario.

Benessere intestinale e benessere mentale

Un pensiero negativo può essere più tossico di qualsiasi altro alimento e può danneggiare la nostra salute, modificando la permeabilità intestinale e permettendo a sostanze tossiche e infiammatorie di passare nel nostro organismo. La stessa salute della flora batterica intestinale é alla base quindi di un buon stato di salute mentale. Ci sono infatti nuovi studi e ricerche sull’uso dei probiotici nel trattamento dello stress e altri disagi mentali, per cui si può arrivare a parlare di psicobiotici.

Mantenere in salute l’intestino
Tutto quello che é stato detto fa capire come sia fondamentale il benessere intestinale per mantenere un buon stato di salute nell’organismo.
In particolare é importante:

– evitare il più possibile l’introduzione di alimenti  infiammatori per le mucose intestinali, come quelli di origine animale e sostanze come il glutine e gli zuccheri

– introdurre alimenti che contengono molte fibre, fondamentali per una corretta funzionalità intestinale, come buona parte dei vegetali e cibi integrali

bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno

– evitare il più possibile l’assunzione di antibiotici, tranne nei casi in cui non si possa proprio farne a meno

– fare uso di probiotici: esistono dei protocolli di toelettatura intestinale che, associati ad un’alimentazione non infiammatoria, permettono di mantenere un buon stato di salute intestinale

– praticare tutti i giorni attività fisica moderata, appropriata per l’età e le condizioni fisiche (camminare, andare in bicicletta, fare le scale al posto dell’ascensore, nuotare, giocare a golf, praticare yoga e aerobica)

– riposarsi adeguatamente e dormire per almeno 6-8 ore ininterrotte

– evitare di mangiare  a partire da 4-5 ore prima di coricarsi

– praticare la respirazione addominale profonda 4-5 volte ogni ora

– gioia e amore: ringraziare per quello che si ha, pensare positivo, 
ridere, cantare, ballare e vivere la vita con passione, amare i propri cari con tutto il cuore.

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Il riso nero Venere

Riso nero con verdure

Il riso nero Venere, è una varietà di riso integrale, così chiamata per il suo caratteristico colore nero dovuto ai pigmenti prodotti dalla pianta. Questa varietà di riso, ottenuta con tecniche non biotecnologiche, è stata brevettata da SA.PI.SE., cioè dalla Sardo Piemontese Sementi e nasce nella Pianura Padana.
E’ stato messo a punto da un ibridatore cinese residente nel vercellese a partire da un riso di origine asiatica.
Il risultato é un prodotto con le stesse proprietà del Riso nero cinese, che esiste in Cina già da molto tempo. Nell’antichità, veniva chiamato “Riso degli Imperatori”, per le sue proprietà nutrizionali.

Questo riso, tuttavia, era raro e per questo motivo anche costoso. Dopo pochi anni, ilRiso Nero italiano riesce ad assumere caratteristiche durevoli dal punto di vista della forma e viene chiamato riso Venere, dal nome della Dea dell’Amore. Si dice che abbia preso questo nome perchè si presume possieda proprietà afrodisiache.

E’ idoneo a qualsiasi tipo di alimentazione e, secondo studi effettuati recentemente, ha un grande potere anticancerogeno.
La sua pigmentazione e il suo aroma sono naturali, grazie all’elevatissima quantità di antociani in esso contenuta. Gli antociani sono sostanze vegetali (presenti anche, come abbiamo visto, nei frutti di colore blu – viola) che, oltre a donare al riso il tipico colore nero che lo contraddistingue, hanno il potere di catturare i radicali liberi evitando inoltre l’ossidazione.

E’ grazie a questi potenti antiossidanti che, secondo recenti studi, aiuta a prevenire il cancro, contrasta i radicali liberi, abbassa il colesterolo “cattivo” nel sangue e protegge dalle malattie cardiovascolari.

Da recenti ricerche condotte presso l’Università della Louisiana è emerso che, a parità di quantità, il riso nero, oltre a possedere un più alto quantitativo di antociani ed altri antiossidanti rispetto al mirtillo, contiene una maggior quantità di vitamine E, di fibre vegetali e ha meno calorie perchè più povero di zuccheri.

I processi di lavorazione a cui il riso nero viene sottoposto sono leggeri a tal punto che gli permettono di mantenere intatti i suoi principi attivi e le sue proprietà organolettiche.

Essendo altamente digeribile, questa varietà di riso è ottima per chi soffre di problemi digestivi, per i bambini e gli anziani. E’ un alimento indicato nelle diete ipocaloriche e degli sportivi, grazie al suo basso contenuto di zuccheri.

Il Riso Nero contiene: sali minerali (come ferro, calcio, selenio, zinco), proteine, una piccola quantità di lipidi, vitamine del gruppo B (come quelle B1, B2 e la niacina), infine glucidi come amido. Il Riso Nero non contiene nessuna quantità di glutine. 

Una ricetta consigliata: 
RISO VENERE AL SALMONE,  RUCOLA E POMODORINI

INGREDIENTI, per 2 persone:
un bicchiere di riso Venere integrale
100 g di salmone affumicato
50 g di rucola 70 g di pomodorini 
aglio in polvere
olio EVO
sale

PREPARAZIONE:

Lessare il riso secondo i tempi indicati sulla confezione, scolatelo accuratamente, mescolatelo con un filo di olio extravergine di oliva. Nel frattempo, tagliate il salmone a pezzetti e fatelo saltare per pochissimi minuti (2 al massimo) in una padella antiaderente (senza olio) con un pizzico di aglio in polvere. Tagliate i ciuffetti di rucola e i pomodorini a spicchi, e unite il tutto con il salmone al riso, mescolando con cura; se necessario, aggiungete un poco di olio. Lasciate riposare qualche momento coperto, prima di servire, affinchè tutti i sapori si possano amalgamare bene. Si può consumare anche freddo. Buon appetito!

alimentazione, integrazione, salute

L’olio di semi di lino

Semi di lino

L’olio di semi di lino è un alimento alleato della nostra salute, per la sua ricchezza di acido alfa linolenico (ALA),capostipite degli acidi grassi omega 3, importantissimi dal punto di vista nutrizionale per le proprietà antinfiammatorie e neuro, cardio-protettive.

I grassi vengono depositati nell’organismo sotto forma di trigliceridi, i quali sono formati da 3 molecole di acidi grassi che vanno a legarsi a una molecola di glicerolo.

Gli acidi grassi si dividono in : 

  • ACIDI GRASSI SATURI;
  • ACIDI GRASSI MONOINSATURI;
  • ACIDI GRASSI POLINSATURI.

Quelli più dannosi sono quelli saturi, che troviamo nella carne, uova, latte e derivati di origine animale. 
Sono grassi “buoni” quelli polinsaturi, rappresentati dagli acidi grassi omega 3 e omega 6,(detti anche acidi grassi essenziali in quanto l’organismo non è in grado di sintetizzarli a partire da altre sostanze lipidiche).
E’ fondamentale che il loro rapporto rimanga entro certi limiti, sembra infatti che molte patologie cronico-degenerative e infiammatorie vedano come causa favorente uno squilibrio nell’assunzione di queste sostanze, con una eccessiva assunzione di omega 6 rispetto agli omega 3.
Oggi la nostra alimentazione é sbilanciata verso gli omega 6. Questi sono infatti presenti in tutti gli oli vegetali e oggigiorno la maggior parte dei cibi confezionati li contiene tra gli ingredienti.
E’ proprio l’utilizzo sempre maggiore di questi alimenti industriali che ha portato nella popolazione ad avere un rapporto medio fra omega 3 e 6 di 1:10, addirittura in certi paesi di 1:20.

Il bilancio corretto per una dieta salutare non deve superare il rapporto 1 a 4 tra omega 3 e omega 6.

Vediamo i rapporti tra omega 3 e 6 negli oli vegetali:
Olio d’oliva 1:9
Olio di girasole 1:71
Olio di arachidi 1:62
Olio di soia 1:8
Olio di canapa 1:3
Olio di colza 1: 2
Olio di lino 4:1

Come si può vedere l’olio di lino è quello più ricco di omega 3 e questo fa capire quanto sia fondamentale per la salute.

L’olio di semi di lino è ricco di acido linolenico, precursore degli omega 3. Questo composto è molto delicato in quanto si ossida. Per tale motivo nella sua preparazione bisogna seguire un particolare processo tecnologico, con estrazione a freddo dell’olio, in ambiente riparato dalla luce, a temperatura costante (basso calore) e sottovuoto. Tutto ciò serve ad evitarne l’ossidazione.

Deve essere imbottigliato in bottiglie opache, conservato in frigorifero già dal produttore e anche il venditore deve avere la stessa accortezza.
Una volta acquistato e aperto la sua durata è di circa un mese. Ci si accorge che non è più buono quando comincia ad avere un sapore sgradevole. 

Ricordiamoci quindi di conservarlo sempre in frigorifero (dai 20°C ai 40°C l’olio è a rischio, oltre i 40°C perde tutte le sue proprietà).

Comperatelo solo se lo trovate in un ambiente refrigerato e controllate che l’azienda produttrice abbia seguito i giusti procedimenti (controllate che l’etichetta riporti la dicitura “da frigo”).

Per quanto riguarda l’utilizzo va consumato a crudo sui cibi, mai per la cottura. 

integrazione, salute

Importanza della Vitamina D

Sole e Vitamina D

La vitamina D è un microelemento di  grandissima importanza. Viene anche chiamata la vitamina del sole perchè viene prodotta nell’organismo, in particolare nella pelle, grazie alla sua esposizione ai raggi UVB. 

Il fabbisogno di vitamina D dell’organismo è assicurato per circa l’80% dalla quota sintetizzata a livello cutaneo e solo per il 20% da quella derivante dall’alimentazione.
Sono infatti pochi gli alimenti che contengono quantità apprezzabili di vitamina D.

La definizione di vitamina è “sostanza essenziale per la salute umana che non può essere prodotta dal corpo”. 
Visto che la vitamina D viene prodotta nella pelle, quando ci esponiamo ai raggi del sole, la possiamo considerare un vero e proprio ormone.

Troviamo la vitamina D nelle seguenti forme:

  • Colecalciferolo ( D3 ): prodotto naturalmente dal corpo a contatto con i raggi UVB. 
  • Calcidiolo ( 25D ):  un pre-ormone derivato dalla vitamina D3 nel sangue.
  • Calcitriolo ( 1,25-D ): deriva dalla vitamina D3, è un vero e proprio ormone e viene prodotto in molte cellule del corpo. E’ praticamente la forma “attiva ” della vitamina D.

Come si forma :
Fase A) Se si utilizza il sole come fonte di produzione, il processo inizia quando ci 
esponiamo ai raggi UVB. In questa fase nella nostra pelle si forma la D3 che è una forma inattiva.
Stesso discorso se si utilizzano integratori di D3 .

Fase B) Indipendentemente dalla fonte la D3 attraverso la circolazione sanguigna va al fegato che la trasforma in 25D. Questa conversione permette di immagazzinarla nell’organismo. In particolare, essendo liposolubile, nel tessuto adiposo ma anche nel fegato e in altri organi.

Fase C) Trasformazione della 25D nei reni in 1,25D, che è la forma attiva e potente della vitamina D. Negli ultimi dieci anni si è scoperto che quasi tutti gli organi del corpo riescono a convertire la 25D proveniente dal fegato in 1,25D.

Funzione:

La funzione principale  è quella di fissare il calcio alle ossa, quindi è un’alleata contro l’osteoporosi. Infatti una sua carenza porta al rachitismo nei bambini e all‘osteomalacia negli adulti. Negli ultimi dieci anni i ricercatori hanno scoperto che la vitamina D gioca altri importanti ruoli nel mantenimento della salute dell’organismo. Si è visto che ci sono recettori per la vitamina D in diversi organi ed è proprio per questo che viene considerata un ormone con importante funzione regolatrice a livello generale. Le cellule di questi organi trasformano la 25D in 1,25D, utilizzandola poi direttamente senza immetterla in circolo; questo ci fa capire l’importanza di avere quantita’ idonee di vitamina D nel nostro corpo e quanto una sua carenza possa causare problemi a diversi apparati.


Sole e vitamina D
Come già detto, il sole è la principale forma di approvvigionamento di vitamina D.
Ci sono dei fattori che possono influire sull’assorbimento di vitamina D attraverso il sole.

  • Latitudine: questa è una variabile importante, soprattutto per noi italiani  (45° gradi Alto Adige, 35° ad Agrigento); si è visto che se si vive a latitudini oltre i 35°da novembre a marzo, indipendentemente dal tempo di esposizione, non si produce vitamina D. Quindi noi italiani in inverno possiamo andare  in carenza.
  • Stagione dell’anno: l’angolazione dei raggi UVB in inverno è meno favorevole rispetto all’estate. Ecco spiegata la nostra carenza invernale e l’importanza di stare al sole in estate.
  • Altitudine: più si sale d’altitudine maggiore è l’assorbimento di vitamina D, in quanto i raggi UVB sono meno filtrati dall’atmosfera.
  • Momento della giornata:  il momento  migliore durante il giorno per l’assorbimento della vitamina D è dalle 10.00 alle 14.00.
  • Inquinamento atmosferico: l’inquinamento può bloccare il passaggio dei raggi UVB. Gli abitanti di aree estremamente inquinate sono carenti di vitamina D.
  • Nuvolosità: i raggi con tempo nuvoloso sono dimezzati, stesso discorso per l’assorbimento.
  • Creme solari: creme solari con fattori protettivi alti inibiscono l’assorbimento della vitamina D. Un fattore 8 diminusce l’assorbimento del 92%, un fattore 15 del 100%. Sarebbe cosigliabile rimanere 20 minuti al giorno senza crema per poter assorbire una quantità sufficiente.
  • Contenuto di melanina nella pelle: la melanina è un pigmento della pelle che rende più difficile l’assorbimento della vitamina D.
  • Età: gli anziani hanno ridotta capacità di assorbimento, in quanto producono meno precursori a livello della pelle. Quindi le persone anziane devono stare più al sole. Comunque dopo i 65 anni sarebbe consigliabile fare un controllo dei valori nel sangue.
  • Peso: le persone in sovrappeso hanno difficoltà a produrre vitamina D.
  • Vestiti che coprono il corpo: é chiaro che più ci si veste meno più i raggi UVB arrivano alla pelle. A dimostrazione di ciò, nei Paesi Arabi, dove l’abbigliamento è un fatto culturale, ci sono tassi elevati di rachitismo e osteomalacia.

Oggi si sta molto tempo in ufficio o a scuola, la gente tende a stare di meno all’aria aperta. Inoltre alla fine degli anni ’80 da parte di molti medici, soprattutto dermatologi, c’è stata una demonizzazione del sole come fattore di rischio per lo sviluppo di tumori e invecchiamento precoce della pelle. Questo ha portato la gente a esporsi molto meno al sole e ad usare creme protettive, non compensando la conseguente carenza di vitamine D. Per quanto riguarda l’Italia, siamo ad una latitudine dove da ottobre a marzo il sole non è tanto potente da darci la possibilità di produrre vitamina D, infatti la popolazione italiana è tra quelle con più bassi livelli di vitamina D in Europa. Il problema è che non avendo una sintomatologia specifica molte persone sono in ipovitaminosi D senza saperlo.

Sintomi da carenza di vitamina D. Debolezza muscolare. Sensazione di pesantazza alle gambe. Dolore muscoloscheletrico cronico. Sensazione di fatica o facile affaticamento. Infezioni frequenti. Depressione.
Come si può vedere sono sintomi subdoli e possono essere confusi con altri problemi medici.Se avete uno o più di questi segnali fatevi prescrivere dal vostro medico un esame del sangue per valutare il livello di 25D.Se invece non avete sintomi e volete fare un esame di controllo, è meglio farlo alla fine di marzo, quando i valori dovrebbero essere al minimo.

Valori < 20 ng/ml  carenza
          20/40 ng/ml insufficienza
          >40 ng/ml   sufficienza

E’ importante avere valori superiori a 40 proprio per il fatto che più parti dell’organismo utilizzano questa vitamina e quindi bisogna evitare il più possibile che vadano in carenza.

Alimentazione e vitamina D
Gli alimenti che contengono vitamina D sono:

  • Olio di fegato di merluzzo
  • Salmone 
  • Sgombro
  • Tonno in scatola
  • Latte scremato e parzialmente scremato fortificato con vit. D
  • Margarina fortificata con vit.D
  • Uova 
  • Fegato 
  • Formaggio svizzero

Come si può vedere la maggior parte di vitamina D è presente nei grassi animali contenuti nei pesci e nei latticini.
L’alternativa è quella di assumere degli integratori.

Vitamina D e tumori
Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che:
. Bassi livelli di vitamina D sono associati a un maggior rischio di sviluppare neoplasie.
. Maggior assunzione di vitamina D è correlata a un minor rischio di sviluppare neoplasie.
. L’aggressività del tumore sembrerebbe più bassa d’estate quando la vitamina D nel  sangue è più alta.
. L’esposizione responsabile al sole riduce il rischio di sviluppare tumori.

Come prendere la vitamina D in modo naturale

Come abbiamo visto sono i raggi UVB quelli che ci permettono di produrre vitamina D, e per farlo è necessario esporsi al sole, in primavera ed estate, almeno 20/30 minuti senza protezione dalle 11.00 alle 14.00. In questo modo soddisfiamo le esigenze giornaliere di vitamina D e una parte può essere immagazzinata come riserva.
Questo tempo di esposizione può essere soggetto a variabili a seconda dei fattori che influenzano l’assorbimento visti sopra.

salute

Per denti più forti l’Equiseto

Pianta di Equiseto

Continua la carrellata di piante ed erbe utili a mantenere una bocca sana.
L’equiseto o coda cavallina è una pianta utilizzata per rimediare a tanti disturbi e, tra le sue proprietà, alcune riguardano anche la salute dei denti e della bocca.
Essendo l’equiseto molto ricco di sostanze minerali utili, viene impiegato con successo contro l‘epistassi e per la cura di infiammazioni della pelle. Ha inoltre importanti proprietà diuretiche, ma è in particolare utile per rinforzare i denti e le ossa.

Equiseto (Equisetum Arvense)

Questa pianta cresce in maniera spontanea nei pressi dei corsi d’acqua, ai bordi dei campi coltivati o ai margini delle scarpate.
Se ne consiglia la raccolta tra i mesi di maggio e luglio, dovendo utilizzare i fusti sterili della pianta, che vengono fatti essiccare al sole.
Ci sono diverse specie di equiseto, ma l’unica utilizzabile come erba officinale é l’equisetum arvense, perché le altre contengono sostanze alcaloidi in diversa quantità che possono provocare avvelenamento di animali domestici.
Si sconsiglia quindi la raccolta “fai da te” ed é sempre meglio acquistarlo direttamente in erboristeria.

Equiseto e corsi d’acqua

Proprietà dell’equiseto

Sono note soprattutto le sue caratteristiche antinfiammatorie, antimicrobiche e antiossidanti. Ha inoltre proprietà astringenti e diuretiche.
Proprio per queste sue peculiarità è una sostanza molto utile per l’organismo in genere, essendo usato per disturbi dell’apparato urinario, emorroidi, epistassi, crampi muscolari.
E’ molto valido nel rinforzare i capelli e nel prevenirne la caduta. Grazie alle sue capacità rimineralizzanti contrasta l’eccessiva fragilità delle unghie.

L‘equiseto é infatti molto ricco di silicio, che previene la demineralizzazione delle ossa.
Per questo sembra molto importante nel contrastare o prevenire l’osteoporosi, secondo recenti studi.
Sembra quindi essere molto utile anche nel rinforzare i denti, in particolare modo nei periodi in cui sono più sottoposti a carie.
Grazie poi alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche serve nel trattamento di gengiviti, patologie infiammatorie delle mucose orali, tonsilliti, herpes labiale e acne oltre che infiammazioni della pelle in genere.

Denti più forti con l’Equiseto

Usi dell’equiseto

Per rinforzare i denti si può assumere la polvere di equiseto, facilmente reperibile in farmacia sotto forma di capsule. Per il dosaggio e la modalità di assunzione chiedere sempre all’erborista, trattandosi comunque di una sostanza naturale di cui non sottovalutare l’efficacia.
In alternativa si può ricorrere anche all’infuso, mettendo un cucchiaino di equiseto in una tazza di acqua bollente. Si lascia riposare per dieci minuti e si filtra. Se ne possono consumare fino a due tazze al giorno, alternando periodi di assunzione a pause di riposo (chiedere sempre agli esperti erboristi).
Lo stesso infuso é molto utile anche contro mal di gola e gola arrossata. In questo caso va utilizzato sotto forma di gargarismi.

Controindicazioni
Oltre al consiglio già dato precedentemente di acquistarlo direttamente in erboristeria, occorre dire che é sempre meglio consultare il medico o il farmacista per eventuali interazioni con altri farmaci assunti o per particolari condizioni di salute.
L’equiseto é infatti controindicato in gravidanza e durante terapie con farmaci anti-ipertensivi. Inoltre può avere interazioni con i diuretici e non dovrebbe essere somministrato in persone con insufficienza renale.

Conclusioni
L’equiseto é un’altra pianta utile alla salute di denti e bocca, così come importante anche nei confronti di altre patologie del nostro organismo.
Va da sé che non può certo sostituirsi a trattamenti specialistici che solo il vostro dentista saprà consigliarvi, dopo una accurata valutazione e diagnosi.

salute

Affrontare il cambio di stagione

È arrivata la primavera e ci troviamo ad affrontarla in una situazione completamente nuova e diversa. 

Il cambio di stagione mette sempre a dura prova il nostro fisico e ancora di più in questa surreale situazione in cui siamo costretti a stare in casa.

Cerchiamo di mettere in atto alcuni accorgimenti che ci possono permettere di superare più facilmente questo passaggio.

Per prima cosa occorre cercare di mantenere i 5 pasti al giorno, i 3 principali più 2 spuntini (1 a metà mattina e 1 a metà pomeriggio), come sempre consiglio . Questo serve a mantenere la giusta dose di energia e concentrazione durante la giornata e ad evitare i picchi glicemici. I pasti principali dovrebbero essere sempre ricchi di verdure di stagione, che ci permettono di mantenere il giusto apporto di sali minerali e vitamine.

Molto importante bere molta acqua (1,5-2 litri al giorno), magari aromatizzandola con del succo di limone o arancia per renderne più appetibile l’assunzione. Ideale bere soprattutto fuori dai pasti.

Per gli spuntini consiglio della frutta (senza esagerare con le quantità), dello yogurt al naturale per accompagnarla (tipo quello greco) o della frutta secca, in particolare noci e mandorle, che contengono grassi buoni come gli omega 3, molto utili anche per la salute del nostro sistema cardiovascolare e del nostro sistema immunitario. Inoltre le mandorle sono un’importante fonte di magnesio e di Vitamina E. Costituiscono uno spuntino saziante, sano e facile da consumare. Possiamo renderlo più interessante aggiungendo un pezzetto di cioccolato fondente, che ci da anche una carica in più, grazie alle endorfine.

A proposito delle endorfine… non facciamoci mancare l’esercizio fisico. Possiamo praticare in casa stretching, yoga, ma anche esercizi più intensi, magari aiutati da uno dei tanti webinar  che in questo periodo ci vengono proposti da più parti, evitando di passare tutta la giornata davanti al computer o alla televisione. Anche le attività casalinghe possono servire a muoverci e a mantenerci attivi: stendere e piegare la biancheria, pulire casa, fare giardinaggio nel proprio giardino o sul terrazzo ci permettono di rimanere attivi e rilassare la mente.

Oltre all’esercizio fisico altrettanto importante è l’esercizio mentale. Dedichiamo un po’ di tempo della nostra giornata, soprattutto adesso che ne abbiamo di più, a fare qualcosa che ci piace per tenere la mente allenata: leggere un buon libro, studiare, ascoltare musica, meditare sono solo alcune delle attività che possono servire a tenere in forma la nostra componente mentale.

Per ultimo ma non meno importante, non dimentichiamoci di esporci al sole, ricavandoci un nostro piccolo angolo sul terrazzo o il giardino di casa, dove leggere, consumare uno spuntino o un pasto al sole, favorendo cosi’ la produzione di Vitamina D, importante per il metabolismo osseo e per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario.

Pochi consigli ma tutti estremamente importanti per affrontare al meglio il passaggio a questa meravigliosa stagione che è la primavera!