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Affrontare il cambio di stagione

È arrivata la primavera e ci troviamo ad affrontarla in una situazione completamente nuova e diversa. 

Il cambio di stagione mette sempre a dura prova il nostro fisico e ancora di più in questa surreale situazione in cui siamo costretti a stare in casa.

Cerchiamo di mettere in atto alcuni accorgimenti che ci possono permettere di superare più facilmente questo passaggio.

Per prima cosa occorre cercare di mantenere i 5 pasti al giorno, i 3 principali più 2 spuntini (1 a metà mattina e 1 a metà pomeriggio), come sempre consiglio . Questo serve a mantenere la giusta dose di energia e concentrazione durante la giornata e ad evitare i picchi glicemici. I pasti principali dovrebbero essere sempre ricchi di verdure di stagione, che ci permettono di mantenere il giusto apporto di sali minerali e vitamine.

Molto importante bere molta acqua (1,5-2 litri al giorno), magari aromatizzandola con del succo di limone o arancia per renderne più appetibile l’assunzione. Ideale bere soprattutto fuori dai pasti.

Per gli spuntini consiglio della frutta (senza esagerare con le quantità), dello yogurt al naturale per accompagnarla (tipo quello greco) o della frutta secca, in particolare noci e mandorle, che contengono grassi buoni come gli omega 3, molto utili anche per la salute del nostro sistema cardiovascolare e del nostro sistema immunitario. Inoltre le mandorle sono un’importante fonte di magnesio e di Vitamina E. Costituiscono uno spuntino saziante, sano e facile da consumare. Possiamo renderlo più interessante aggiungendo un pezzetto di cioccolato fondente, che ci da anche una carica in più, grazie alle endorfine.

A proposito delle endorfine… non facciamoci mancare l’esercizio fisico. Possiamo praticare in casa stretching, yoga, ma anche esercizi più intensi, magari aiutati da uno dei tanti webinar  che in questo periodo ci vengono proposti da più parti, evitando di passare tutta la giornata davanti al computer o alla televisione. Anche le attività casalinghe possono servire a muoverci e a mantenerci attivi: stendere e piegare la biancheria, pulire casa, fare giardinaggio nel proprio giardino o sul terrazzo ci permettono di rimanere attivi e rilassare la mente.

Oltre all’esercizio fisico altrettanto importante è l’esercizio mentale. Dedichiamo un po’ di tempo della nostra giornata, soprattutto adesso che ne abbiamo di più, a fare qualcosa che ci piace per tenere la mente allenata: leggere un buon libro, studiare, ascoltare musica, meditare sono solo alcune delle attività che possono servire a tenere in forma la nostra componente mentale.

Per ultimo ma non meno importante, non dimentichiamoci di esporci al sole, ricavandoci un nostro piccolo angolo sul terrazzo o il giardino di casa, dove leggere, consumare uno spuntino o un pasto al sole, favorendo cosi’ la produzione di Vitamina D, importante per il metabolismo osseo e per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario.

Pochi consigli ma tutti estremamente importanti per affrontare al meglio il passaggio a questa meravigliosa stagione che è la primavera!

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Rimedi naturali utili per la prevenzione di malattie virali

Mai come in questo periodo mi è stato chiesto cosa fare per prevenire un’infezione virale e in particolare come difendersi dal Covid-19. Premetto che quello che leggerete è tratto da ciò che ho trovato in letteratura ed è in mia conoscenza a proposito di rimedi naturali che possano essere di aiuto nel prevenire e contrastare l’infezione virale da Coronavirus, non è Vangelo. Si tratta solo di consigli integrativi che possono aiutarci a rinforzare il nostro sistema immunitario e a ridurre alcuni effetti e complicanze di un’aggressione virale. Questo articolo non vuole assolutamente sostituirsi ad un parere medico, che resta fondamentale, ma essere solo informazione di supporto.

Per prevenire una malattia virale come quella causata dal famigerato Covid-19 possiamo intervenire su questi aspetti:

  1. supporto del sistema immunitario stimolando l’attività antivirale generale
  2. ridurre e contrastare l’infiammazione.

Per stimolare l’attività antivirale generale abbiamo a disposizione diverse sostanze naturali. La prima fra queste è l’Astragalo, pianta della famiglia delle Fabacee, da sempre utilizzata nella Medicina Tradizionale Cinese. La sua radice viene da sempre utilizzata per combattere le infezioni virali, grazie alla sua particolare attività di rafforzamento del sistema immunitario, in particolare sulle cellule Natural Killer e Linfociti T (componente Th1, particolarmente efficace nelle infezioni virali) e per la stimolazione di interleuchine IL2, molto importanti nella difesa dalle malattie virali.

Abbiamo poi l’Echinacea Angustifolia, pianta della famiglia delle Asteracee, anch’essa in grado di potenziare l’attività dei macrofagi e delle cellule Natural Killer. Stimola soprattutto l’attività della componente linfocitaria Th2, efficace sui batteri (a differenza dei Th1, attivi sui virus) e quindi sulle sovrainfezioni batteriche che possono subentrare e nel contrastare la “tempesta”citochinica virale.

C’è poi il Sambuco, pianta della famiglia delle Caprifoliacee, molto attiva in caso di virosi, con una forte riduzione dei sintomi influenzali e potente immunostimolante.

Lo Zinco è un minerale molto importante in buona parte delle reazioni enzimatiche a livello cellulare e la sua adeguata presenza nell’organismo assicura una funzione più tonica dei linfociti, così importanti nella difesa dai virus.

Ci sono i Beta-glucani, polisaccaridi contenuti in funghi, alghe e lieviti, che hanno attività immunomodulatoria e di stimolazione sul sistema immunitario, sia sulle difese aspecifiche che specifiche. Uno dei funghi più ricchi di Beta-glucani è lo Shiitake, da sempre usato nella medicina tradizionale cinese.

Non si può dimenticare l’Aglio, pianta della famiglia delle Liliaceae. Si è osservato che l’Aglio possiede un’attività antimicrobica ad ampio spettro contro molti generi di batteri, virus, vermi e funghi. L’Aglio inibisce specificatamente la produzione di Interleuchina 6, citochina infiammatoria implicata nella patogenesi di molte delle complicanze legate all’infezione da Coronavirus. Come alimento od integratore dovrebbe essere impiegato sempre in questa fase epidemica.

Ci sono poi una serie di sostanze utili a ridurre lo stato infiammatorio che è responsabile, durante l’infezioni virale, delle temibili complicanze polmonari. Una di queste è l’Eleuterococco o Ginseng siberiano, pianta della famiglia delle Araliaceae, originaria della Siberia orientale. Nonostante appartenga alla stessa famiglia del Panax Ginseng (Ginseng Coreano) è molto diversa, nella sua composizione ed attività terapeutica, da questo. Essa è conosciuta soprattutto come adattogeno, per la sua capacità di migliorare le funzioni fisiche e mentali e mettere in grado l’organismo di reggere meglio allo stress. Questa è la ragione del suo frequente impiego da parte degli sportivi. L’Eleuterococco aumenta la resistenza fisica in diversi tipi di sport e riduce la sensazione di affaticamento. Esso possiede un utile effetto antiinfiammatorio inibendo l’espressione della ciclossigenasi-2 (COX-2), oltre a stimolare le reazioni immunologiche mediate dai linfociti NK, T e B.

Un altro integratore alimentare importante per ridurre lo stato di infiammazione generale nel corpo è l’Olio di semi di lino, per la sua ricchezza in Omega 3 e in Vitamina E. Gli omega 3 sono grassi polinsaturi considerati essenziali. In particolare, il loro precursore (l’acido alfa-linolenico, ALA) non può essere sintetizzato dall’organismo, e per questo deve essere assunto per via alimentare. Le principali fonti sono i pesci grassi, come le acciughe, le aringhe, lo sgombro, il salmone, le sardine, lo storione, la trota e il tonno, ricchi soprattutto degli omega 3 EPA (acido eicosapentaneoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Fonti vegetali come le noci, mandorle, i semi oleosi come sesamo, zucca, girasole, i semi di lino e il loro olio e l’olio di soia sono invece ricche di ALA. Questi cosiddetti “grassi buoni” sono fondamentali per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, per il mantenimento di adeguati livelli di colesterolo nel sangue, per la corretta funzionalità cerebrale ma anche per contrastare stati infiammatori nell’organismo.

La Vitamina E è un importante antiossidante e un efficace modulatore del sistema immunitario, favorisce la differenziazione dei linfociti T nel Timo (funzione importante soprattutto nell’anziano dove quest’organo va incontro ad atrofia) e bilancia il rapporto Linfocitario Th1/Th2. L’attività antiossidante si esplica con la riduzione di PGE2 e con l’inibizione dell’attività COX2, riducendo i processi infiammatori.

Integrazione naturale dunque per prevenire l’infezione da Covid-19, ma non solo…

Non dimentichiamoci che le più importanti risorse per far fronte ad un’emergenza di questo tipo sono dentro di noi. Mantenere un’alimentazione adeguata, varia, ricca di verdure e povera di cibo “spazzatura”, mantenere attivi il nostro fisico e la nostra mente sono le armi migliori per tenere efficiente il nostro sistema immunitario, contrastando più facilmente le aggressioni esterne.

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Malva: contro le infiammazioni della bocca

Questo sarà il primo di una serie di post dedicati alle proprietà che molte piante hanno nel migliorare diversi problemi del cavo orale.

Uno di questi é quello legato alle infiammazioni gengivali e delle mucose orali, ma vedremo in seguitocome affrontare con le piante anche il dolore dentario e l’alitosi o come rinforzare ossa e denti.

La malva per denti sani

Non si tratta ovviamente di sostanze miracolose, ma semplicemente di erbe che possono aiutare a rinfrescare l’alito o risolvere piccoli problemi infiammatori della nostra bocca.

Una di queste erbe é la malva.



Malva

La malva é un’erba che cresce spontaneamente nei campi e sulle strade, grazie alla sua facilità di crescita e diffusione.

In realtà le sue proprietà sono conosciute fin da tempi antichi soprattutto per quanto riguarda le capacità disinfiammanti.

Diversi tipi di disturbi infiammatori, come artrite, gotta, eccitazione nervosa e stipsi sono stati e vengono ancora curati con questa pianta.


fiori e le foglie della malva contengono in grandi quantità delle sostanze mucillaginose

che, a contatto di liquidi, danno origine ad una specie di gelatina con proprietà emollienti e disinfiammanti.

Per avere i migliori benefici occorre raccogliere foglie e fiori nel periodo estivo, quando la quantità di queste sostanze contenute nella pianta é massima.

Si possono usare freschi o anche essiccati, avendo cura di conservare il prodotto al riparo da luce e calore.


Infuso contro le infiammazioni della bocca

Infuso di malva

E’ preferibile utilizzare solo i fiori. Basta versarne un cucchiaino in una tazza con acqua bollente e lasciare in infusione per almeno cinque minuti. Si filtra e si lascia raffreddare.

A questo punto si può usare il prodotto per eseguire degli sciacqui prolungati della bocca, da ripetere più volte al giorno.

Un altro utilizzo della malva é per alleviare il dolore dentario, grazie alle sue proprietà lenitive.

In questo caso si utilizza sotto forma di cataplasma:

si prendono una o più foglie fresche che, dopo averle accuratamente lavate,vengono pestate e applicate direttamente sul dente dolente.


Il consulto dal dentista

Non lo dico perché é il mio lavoro, ma é fondamentale rivolgersi all’odontoiatra per qualsiasi problema relativo alla bocca e ai denti. 

I rimedi naturali a base di piante ed erbe possono aiutare, ma é importante capire l’origine del dolore o infiammazione, per poter risolvere in maniera definitiva il problema.

Per l’uso esterno delle erbe e quindi anche per sciacqui e gargarismi, non ci sono controindicazioni. Occorre comunque essere sempre cauti in caso di allergie presunte o accertate ad alcune piante.

Attenzione anche alla raccolta delle erbe, da lasciare solo agli esperti.

Importante poi é fare attenzione, nelle preparazioni casalinghe, all’igiene e alla pulizia di strumenti e contenitori utilizzati.


Al prossimo post dedicato alle erbe per una bocca sana.

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Le principali regole per una vita sana

1) Mangiare in maniera sana: evitare cibi elaborati e trattati, preferendo alimenti biologici.

2) Moderare il consumo di sale, zucchero e grassi raffinati: il sale è già contenuto negli alimenti, quindi evitare di aggiungerne. Lo zucchero è presente in grandi quantità in tutti i cibi industriali. Per quanto riguarda i grassi, alcuni non sono da considerare così nocivi, come l’olio extravergine di oliva e gli omega 3 contenuti nel pesce e nella frutta secca. Sono da evitare i grassi trattati.

Bere molta acqua

3) Bere molta acqua: almeno 1,5-2 litri al giorno, soprattutto fra 1 pasto e l’altro.

4) Limitare il consumo di cibi che generano infiammazione: tutti gli alimenti che contengono glutine, zuccheri raffinati, glutammato (come i dadi da brodo), sciroppo di mais, dolcificanti artificiali, cibi confezionati e cibi fritti.

5) Preferire a tavola cibi anti-infiammatori: verdure a foglia verde, olio extravergine di oliva, semi oleosi (semi di sesamo, lino, girasole, zucca, ecc.) e frutta secca ( noci, mandorle, nocciole) in quanto ricchi di omega 3, pesce azzurro ( sarde, acciughe, salmone, aringhe) anch’essi ad alto contenuto di acidi grassi omega 3, frutta fresca e soprattutto frutti rossi     (lamponi, mirtilli, more, fragole).

6) Consumare frutta e verdura fresca: utile per alcalinizzare l’organismo e limitare i processi infiammatori alla base di innumerevoli patologie. Esistono anche degli integratori per favorire lo stato di alcalosi, qualora il consumo di vegetali fosse insufficiente.

Consumare molta verdura fresca

7) Non mangiare prima di coricarsi: dovrebbero passare almeno 2/3 ore tra l’ultimo pasto e il momento del sonno. Il pasto principale della giornata dovrebbe essere il pranzo e non la cena.

8) Non abusare con il caffè: questo vale anche per tutto gli alimenti che contengono caffeina e teina. Spesso the e caffè vengono poi assunti zuccherati, con un’ulteriore aggiunta di zuccheri alla dieta.

9) Evitare assolutamente il fumo: la nicotina e’ una sostanza infiammatoria, oltre a tutti gli altri problemi legati al fumo.

11) Fare attività fisica: almeno 30 minuti al giorno di movimento sono sufficienti per smaltire le tossine prodotte dal nostro organismo e per mantenere attivo il metabolismo.
Correre, camminare, andare in bicicletta, nuotare, fare giardinaggio, ballare sono solo alcune delle attività che ci possono fare bene. Fondamentale è muoversi!

10) Andare a letto presto: evitare, se possibile l’utilizzo di dispositivi elettronici quali cellulari, tablet e computer prima di andare a dormire perché sembra interferiscano con la produzione di melatonina.
Lo stesso vale per la televisione sempre a causa della luce prodotta dagli schermi.
Cercare invece pratiche che favoriscano il rilassamento prima di coricarsi.

Importante stare in movimento quotidianamente

12) Respirare profondamente e con ritmo: l’ansia e lo stress della vita quotidiana ci portano a respirare rapidamente e in maniera superficiale. Cercare di fermarsi ogni tanto concentrandosi sulla respirazione può favorire la riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, contribuendo al rilassamento.

13) Proteggere la salute intestinale: con l’uso di prebiotici e probiotici. Conservare la salute dell’intestino equivale a mantenere un buon stato di salute nell’ intero organismo.

14) Evitare farmaci antiacidi e antibiotici, quando possibile: queste sostanze causano alterazioni della flora batterica intestinale, facilitando stati di disbiosi. È chiaro che ci sono situazioni in cui non è possibile farne a meno, ma è importante evitarne l’abuso o l’utilizzo per lunghi periodi senza una reale necessità.

15) Cercare di rimanere attivi con la mente: evitare soprattutto di pensare in maniera negativa, ma concentrarsi sui pensieri positivi. I pensieri negativi infatti contribuiscono a favorire o peggiorare l’infiammazione organica.

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Cibi alcalinizzanti

L’equilibrio tra acidità e alcalinità è fondamentale per il buon funzionamento del nostro organismo, il quale ha tutta una serie di meccanismi (respirazione, reni, produzione ormoni) per mantenerne un giusto bilanciamento.

Alcuni cibi alcalinizzanti

Un pH inferiore a 7 indica una sostanza acida
Un pH superiore a 7  indica una sostanza alcalina
Un pH uguale a 7 indica una sostanza neutra

Più il pH è basso più la sostanza è acida, discorso inverso per una sostanza alcalina, maggiore è il pH maggiore è la basicità.

Il nostro organismo per mantenersi in un ottimale stato di salute deve avere un pH 7,365, quindi leggermente alcalino; questo lo si può misurare nel sangue, nelle urine, nella saliva.
Può succedere che il pH viri verso l’acidità (acidosi metabolica) e meno frequentemente verso l’alcalinità. 

Cause di acidosi metabolica:

  1. Insufficiente apporto di acqua.
  2. Sport molto intenso.
  3. Consumo di medicinali.
  4. Stress.
  5. Vita sedentaria.
  6. Eccessivo apporto di alimenti acidificanti.
  7. Scarso apporto di alimenti alcalinizzanti

Guardando i fattori causali ci si può rendere conto come nella nostra società moderna sia facile andare incontro ad acidosi.

Cosa succede quando si è in acidosi metabolica

L’organismo, per eliminare l’eccesso di scorie acide, utilizza i polmoni con l’espirazione, e i reni con le urine. Quando però questi meccanismi vengono fortemente sollecitati il nostro corpo, per riequilibrare questa situazione, è costretto a prelevare calcio, potassio, sodio e magnesio (minerali alcalini) da ossa, muscoli e cellule di tutti i tessuti. 

Se questa situazione si perpetua nel tempo, il rischio è quello di andare incontro ad alterazioni  alle ossa con osteoporosi, danni ai denti con decalcificazioni e carie dentali,  indebolimento dei capelli, problemi alle articolazioni (gotta, artrite, artrosi). A livello muscolare possiamo avere crampi, dolori agli arti, tremori. A livello cutaneo si possono manifestare eczemi, acne, foruncolosi. 

L’ambiente acido, oltre a inibire l’assorbimento delle sostanze nutritive, ostacola sia  la depurazione cellulare che la riparazione dei tessuti danneggiati; sembra inoltre che favorisca lo sviluppo delle cellule tumorali che utilizzano un metabolismo anaerobico (assenza di ossigeno), caratteristico dell’ambiente acido.L’acidosi inoltre causa un aumento di microrganismi patogeni responsabili delle  malattie che trovano nell’ambiente acido il terreno ideale per la loro riproduzione e sopravvivenza.
E’ con un pH leggermente alcalino, quindi in equilibrio,  che l’organismo può assorbire e assimilare tutte le sostanze nutritive utili per la sua salute. In queste condizioni il corpo funziona al massimo delle sue potenzialità.

Per questa ragione bisogna cercare di mangiare per il 70% cibi alcalinizzanti e per il 30% cibi acidificanti.

Sono alcalinizzanti gli alimenti che dopo l’ossidazione danno un residuo alcalino apportando calcio, sodio, magnesio e potassio (es. il limone).

Sono acidificanti gli alimenti che dopo l’ossidazione danno un residuo acido apportando zolfo, fosforo e cloro.

Alimenti acidificanti
Carne, pesce, formaggio, grassi animali, uova, zucchero e tutti i dolci, frutti di mare, farina raffinata e suoi derivati, caffè, cioccolato al latte, alimenti confezionati con conservanti contenenti additivi acidificanti, cereali raffinati, cibi troppo cotti (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidità), alcool, margarina. 

Alimenti alcalinizzanti
Legumi (tranne fagioli e lenticchie), cereali, frutta, frutta secca, tutte le verdure, germogli, noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi, le spezie, semi di zucca, di sesamo, di papavero, miele.
Anche l’acqua che comperiamo ha un pH, lo potete trovare scritto sulla confezione, quindi meglio scegliere acqua con un pH sopra i 7,5.

Se avete dei dubbi circa l’importanza del controllo del pH nella dieta, potete consultare le  raccomandazioni sull’alimentazione del W.C.R.F. dove gli alimenti “alcalinizzanti” sono quelli maggiormente consigliati.

In conclusione, se vogliamo rimanere il più possibile in salute, è consigliabile mantenere il pH leggermente alcalino come il nostro organismo ci chiede.

alimentazione

Benefici della frutta secca

Nella categoria della frutta secca possiamo elencare noci, nocciole, mandorle, anacardi, pinoli e pistacchi. Tutti questi alimenti hanno delle proprietà benefiche, molto utili in una sana e corretta alimentazione.

Frutta secca: grandi benefici

Molte persone evitano questo tipo di cibo per paura di ingrassare, facendo un grosso errore; infatti si è visto in diversi studi che questa convinzione è sbagliata, anzi il consumo di  frutta secca oltre a non provocare un aumento del peso, comporta benefici alla nostra salute e ci allunga la vita.

Composizione

Nella frutta secca troviamo una elevata quantità di grassi insaturi (grassi “buoni” omega 6 e omega 3), proteine di buona qualità, fibre, vitamine e minerali (potassio,fosforo,ferro), sostanze antiossidanti (carotenoidi e flavonoidi).
Dalla composizione delle sostanze presenti si capisce l’importanza salutare di questi alimenti ai quali vengono attribuiti proprietà antinfiammatorie, antitumorali, cardioprotettive e antiossidanti.
Si è visto che chi consuma giornalmente questi alimenti ha minor rischio di ammalarsi di diabete tipo 2, cancro del colon, ipertensione e sindrome metabolica.

Consigli 

La frutta secca può essere mangiata al mattino a colazione nella macedonia, in uno yogurt di soia o in una muesli. 
Inoltre, grazie alla facilità di trasporto, é perfetta a metà mattina o metà pomeriggio come spuntino o merenda: bastano una decina di mandorle per saziarci e ricaricarci .

Conclusione

Alla fine si ritorna sempre allo stesso concetto che non mi stancherò mai di ripetere: “più un cibo è naturale più è salutare“. 
Ricordiamocelo sempre, quando andiamo a fare la spesa, quando andiamo al ristorante, quando vogliamo fare merenda, teniamolo sempre in mente sia per noi che per i nostri cari.
Se vogliamo che la nostra macchina duri a lungo e senza problemi diamogli il carburante giusto.

benessere mentale

La gestione del tempo

L’attività mentale insieme all’alimentazione e all’attività fisica giocano un ruolo fondamentale nelle scienze del benessere, contribuendo a mantenere un organismo sano ed efficiente.
Ogni individuo dovrebbe allenare la propria mente cosi’ come allena il proprio fisico ed avere interessi al di fuori della normale attività lavorativa con i quali tenere sempre attivo il cervello è sempre più difficile per la cronica mancanza di tempo.

Imparare a gestire il tempo

Il tempo, la risorsa più importante che abbiamo nella vita, sta diventando uno dei maggiori problemi.
A parte situazioni particolari ed eccezionali, le persone che non hanno mai tempo sono quelle che non riescono ad organizzare la propria vita in modo coerente con le proprie aspettative e le proprie necessita’.
Tutti noi abbiamo a disposizione le stesse ore della giornata e spesso il tempo lo sprechiamo, lo utilizziamo per attività inutili o in maniera non efficiente.

Quando diciamo “Io lo farei ma non ho tempo” non facciamo altro che riconoscere di non sapere o non riuscire ad organizzare la nostra vita.

Organizzare la nostra vita vuol dire migliorarla anche qualitativamente e il compito di un consulente del benessere è proprio quello di aiutare le persone ad organizzare al meglio la propria quotidianità.
Spesso si trovano scuse per non fare quello che farebbe bene dando la colpa all’età, ritenendo di essere troppo vecchio o troppo giovane per certe cose.

Quindi cosa è fondamentale fare?

– Programmare la nostra settimana in agenda.
– Riservare spazi ben stabiliti per l’attività fisica e mentale.
– Rispettare ogni giorno la programmazione decisa.

Gli spazi dedicati alle attività extra-lavorative devono essere rispettati come degli impegni di lavoro.

Allenare la mente con la lettura

Tutto cio’ che è utile a mantenere attiva la nostra mente è ricercabile:
– la lettura, lo studio e l’approfondimento di argomenti che ci interessano
– andare al cinema o a teatro, partecipare a  concerti e riunioni di associazioni fra persone
– ascoltare musica e tanto altro…

L’importante è sollecitare ed allenare continuamente la mente.
Gli spazi riservati a questo scopo durante la giornata vanno costantemente mantenuti.
Il benessere fisico va a braccetto con il benessere mentale.

salute

L’intestino come secondo cervello

Il secondo cervello

Possiamo tranquillamente affermare che ognuno di noi é dotato di due cervelli, dei quali uno é il nostro intestino. Ecco perché si parla di cervello enterico, proprio per l’importanza che l’apparato intestinale ha nel contribuire allo stato di salute dell’organismo.
La salute intestinale é quindi il principale presupposto dello star bene.
Ma vediamo di capire il perché di queste affermazioni, alla luce degli studi più recenti.

Il tratto gastro-intestinale é un organo un po’ dimenticato, eppure:

– é indispensabile per la nostra vita
– é un organo non trapiantabile
– ha una superficie totale di 300 metri quadri
– é sottoposto a continue stimolazioni batteriche
– é il fronte più importante del sistema immunitario

E, nonostante tutto, é l’organo più maltrattato!

Funzioni e fisiologia dell’intestino
La funzione dell’apparato gastro-enterico é quella di permettere la digestione dei cibi che introduciamo con l’alimentazione e di favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive in essi contenute. L’intestino tenue é la parte più importante per quanto riguarda la funzione digestiva, ma anche i tratti intestinali seguenti, come il colon, sono importantissimi per le interazioni che avvengono tra nutrienti e la flora batterica intestinale.

La barriera intestinale

La mucosa intestinale riveste un ruolo importantissimo nell’assorbimento delle sostanze nutritive. Essa é costituita da strati di cellule connesse fra loro come tegole da una specie di “malta impermeabile”. Queste giunzioni cellulari prendono il nome di Tight Junction o Giunzioni Serrate. Quando queste si allargano e diventano più permeabili, a causa di processi infiammatori, lasciano passare anche sostanze potenzialmente nocive le quali, una volta raggiunto il torrente circolatorio, possono creare danni e disturbi in altri organi e quindi in tutto l’organismo.Ci sono degli alimenti, come per esempio il glutine, che possono stimolare la produzione di precursori dell’infiammazione e facilitare la perdita di impermeabilità a livello della mucosa intestinale.

L’ecosistema intestinale

Un organo aggiunto é poi l’ecosistema intestinale: la mucosa intestinale é rivestita da una flora batterica numerosa e variopinta, formando un ecosistema di 100000 miliardi di batteri di 400 specie diverse in equilibrio fra loro!

Importanza della flora batterica intestinale

E’ facile capire come questo equilibrio possa essere facilmente rotto da una cattiva alimentazione o dall’introduzione di farmaci come gli antibiotici. Quando questo equilibrio viene perso si crea uno stato di disbiosi intestinale, con importanti ripercussioni su tutto il nostro corpo. Moltissime di queste specie batteriche hanno funzioni vitali nella digestione degli alimenti contribuendo a favorire l’assorbimento dei microelementi fondamentali per il nostro organismo. Preservare quindi in buono stato la flora batterica intestinale ed evitare stati infiammatori della mucosa enterica diventa quindi il nostro primario obiettivo.

I due cervelli
La salute di un individuo si basa sull’equilibrio fra il cervello superiore (coscienza) e quello inferiore(peristaltico). I due cervelli dialogano incessantemente fra loro e usano anche gli stessi mediatori chimici. Esiste poi una stretta correlazione mediata dal Nervo Vago, che scende dal sistema nervoso centrale fino all’intestino. I farmaci che agiscono a livello centrale hanno ripercussioni anche a livello del sistema nervoso enterico e viceversa. Un’alimentazione infiammatoria per l’intestino può a sua volta essere responsabile di stati depressivi e di alterazioni umorali proprio per questi stretti collegamenti fra i due cervelli, ma la stessa cosa vale anche al contrario.

Benessere intestinale e benessere mentale

Un pensiero negativo può essere più tossico di qualsiasi altro alimento e può danneggiare la nostra salute, modificando la permeabilità intestinale e permettendo a sostanze tossiche e infiammatorie di passare nel nostro organismo. La stessa salute della flora batterica intestinale é alla base quindi di un buon stato di salute mentale. Ci sono infatti nuovi studi e ricerche sull’uso dei probiotici nel trattamento dello stress e altri disagi mentali, per cui si può arrivare a parlare di psicobiotici.

Mantenere in salute l’intestino
Tutto quello che é stato detto fa capire come sia fondamentale il benessere intestinale per mantenere un buon stato di salute nell’organismo.
In particolare é importante:

– evitare il più possibile l’introduzione di alimenti  infiammatori per le mucose intestinali, come quelli di origine animale e sostanze come il glutine e gli zuccheri

– introdurre alimenti che contengono molte fibre, fondamentali per una corretta funzionalità intestinale, come buona parte dei vegetali e cibi integrali

bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno

– evitare il più possibile l’assunzione di antibiotici, tranne nei casi in cui non si possa proprio farne a meno

– fare uso di probiotici: esistono dei protocolli di toelettatura intestinale che, associati ad un’alimentazione non infiammatoria, permettono di mantenere un buon stato di salute intestinale

– praticare tutti i giorni attività fisica moderata, appropriata per l’età e le condizioni fisiche (camminare, andare in bicicletta, fare le scale al posto dell’ascensore, nuotare, giocare a golf, praticare yoga e aerobica)

– riposarsi adeguatamente e dormire per almeno 6-8 ore ininterrotte

– evitare di mangiare  a partire da 4-5 ore prima di coricarsi

– praticare la respirazione addominale profonda 4-5 volte ogni ora

– gioia e amore: ringraziare per quello che si ha, pensare positivo, 
ridere, cantare, ballare e vivere la vita con passione, amare i propri cari con tutto il cuore.

alimentazione

Usiamo il sale integrale

Il sale marino integrale viene ottenuto semplicemente dall’evaporazione dell’acqua di mare e quindi si tratta di un prodotto naturale non raffinato dal colore grigiastro che contiene molti minerali e sostanze utili per il nostro organismo. Infatti nel sale integrale è rappresentata in pratica tutta la tavola periodica degli elementi, tra cui oligoelementi fondamentali per il nostro benessere, come zinco, magnesio e iodio.  

Usiamo il sale marino integrale

Tutti questi elementi estremamente utili vengono persi con la raffinazione, per poi di nuovo essere reintrodotti artificialmente, come si fa nel caso dello iodio con il sale iodato.

È molto diverso quindi assumere un sale come quello marino integrale che contiene praticamente una grande quantità di sostanze utili piuttosto che uno raffinato e sbiancato che apporta al nostro organismo solo sostanze dannose senza darci alcun beneficio.


Usiamo il sale integrale

Ma perché allora si arriva a raffinare il sale, visto che sembra un processo dannoso, alterando la qualità di un prodotto di per sé ricco di sostanze importanti? In genere l’industria motiva la necessità di raffinare il sale con lo scopo di eliminare le impurità ed eventuali sostanze tossiche. Questo discorso può avere un senso quando si parla dell’estrazione del sale da miniere di salgemma, per eliminare eventuali tracce di metalli pesanti, che possono essere nocivi per la salute. Ma quando si parla di sale marino, raccolto in seguito all’evaporazione dell’acqua del mare, la raffinazione diventa inutile se non dannosa, privando il sale marino di tutti gli oligoelementi veramente utili al nostro corpo.

Usiamo poco sale e integrale

Sappiamo che bisognerebbe consumare poco sale con l’alimentazione, anche se non è spesso una cosa semplice, avendo le nostre papille gustative ormai abituate a sapori poco naturali e più decisi degli alimenti che introduciamo, spesso anche per l’abuso che l’industria alimentare fa di esaltatori di sapidità, come il glutammato monosodico.

Un  moderato quantitativo di sale è però accettabile nella nostra dieta quotidiana e si consiglia di non superare i 3-5 grammi al giorno,  corrispondenti a circa un cucchiaino. Bisogna però anche considerare che, oltre a quello aggiunto nel cibo, introduciamo anche il sale contenuto già negli alimenti, in quantità spesso notevoli quando si tratta di cibi dell’industria alimentare. Quindi i famosi 3-5 grammi devono essere rapportati alla quantità introdotta complessivamente. 

Quantità eccessive di sale sono sicuramente nocive per la salute, perché portano all’interno del nostro corpo un eccesso di sodio, sotto forma di cloruro di sodio, che altera l’equilibrio a livello cellulare fra sodio e potassio e che è alla base di patologie cardiache per difetti di contrazione delle cellule muscolari del cuore. Inoltre l’eccesso di sale porta anche ad un innalzamento della pressione arteriosa, altro fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.

Evitiamo quindi di mangiare cibi che contengono molto sale, come le carni conservate e gli insaccati, ma anche di aggiungere sempre sale al cibo. Quando lo facciamo, cerchiamo di usare sale integrale in modica quantità, evitando se possibile quello bianco e raffinato. Una buona alternativa all’uso del sale é il Gomasio, ottenuto dalla tostatura dei semi di sesamo con una piccola  quantità di sale. Si può preparare facilmente in casa come è possibile vedere in questo video del prof. Franco Berrino.

Come preparare il gomasio